Spesso tra le pagine di questo blog abbiamo analizzato e descritto il ruolo del Brand B2B nell’ecosistema mercato. Il brand management o branding è attività fondamentale nella strategia di un’azienda B2B che punta alla crescita: deve infatti essere il punto di partenza e il punto di arrivo di una strategia multicanale e omnicomprensiva che possa abbracciare tutte le attività della società stessa, sia online che offline.

 

Premessa teorica: comunicazione e percezione

La creazione e la comunicazione di un Brand B2B è un processo circolare direzionale, che parte dalla definizione dei valori del Brand, passando per la definizione puntuale dei suoi messaggi, continuando poi con la scelta dei canali e dei target per veicolare questi messaggi che saranno accolti e rielaborati, secondo la loro percezione, dai destinatari previsti.

Il Brand diventa valori, quindi i valori diventano messaggi e infine messaggi sono percepiti dei destinatari che ricreano i valori e così il Brand. Per questo possiamo dire che si tratta di un processo circolare direzionale. Si tratta di un trasferimento di informazioni dall’azienda ai suoi stakeholder.

Mutuando e implementando i sei aspetti fondamentali della comunicazione verbale isolati dal linguista Roman Jakobson, questo trasferimento di informazioni può essere definito come la rielaborazione dei messaggi percepiti da parte dei destinatari, che nel nostro caso sono gli stakeholder. Jakobson definisce la comunicazione incentrata sul destinatario, ossia il ricevente, come una comunicazione dalla funzione conativa, che avviene quando l’emittente cerca di influenzare il ricevente.

Ogni azione di un Brand dovrebbe sempre cercare di influenzare il ricevente, in questo caso l’audience dei suoi stakeholder, come dovrebbe sempre controllare la percezione da parte di questi dei suoi messaggi e quindi dei suoi valori.

Il tema della percezione, in altre parole di come i messaggi sono interiorizzati e rielaborati da parte di un ricevente, è invece un tema di studio decisamente complicato. Preferiamo per questo non affrontare in questo post che si occuperà di elaborare dei messaggi partendo dai valori e quindi dal Brand stesso. Chiunque volesse approfondire questo interessante tema può contattarci utilizzando il form che segue oppure il form alla pagina Contatti.

Consideriamo infine che, secondo l’assioma fondamentale delle teorie di Paul Watzlawick “non è possibile non comunicare”. Ogni azione o attività comunica infatti qualcosa e, anche se si decide di non comunicare, si sceglie comunque di comunicare che non si vuole comunicare. Vediamo ora nel dettaglio perché in Vehnta crediamo che un Brand B2B possa posizionarsi, tramite la sua comunicazione o per assurdo tramite la sua non comunicazione, per tutti i suoi stakeholder.

Nota alla Premessa – Su temi quali comunicazione e percezione esistono molti differenti autori. Abbiamo preferito focalizzarci sulle teorie degli studiosi che, secondo la nostra esperienza, meglio si ascrivono a definire il concetto da noi propugnato secondo il quale il Brand è parte viva della società.

 

Comunicare un Brand B2B: messaggio, canali e destinatari

Come precedentemente definito un Brand B2B deve comportarsi come un’entità capace di influenzare i propri stakeholder. Declinare questo assioma dello sviluppo commerciale B2B in un’azienda è un compito importante che deve coinvolgere i differenti reparti: si tratta di una missione cross-departmental. Partendo dal titolo di questo post, come nel suo svolgimento, noi di Vehnta abbiamo voluto porre l’accento proprio su questo aspetto: tutto fa Brand.

Per questa ragione, una volta definiti i valori e la loro definizione in messaggi, la distribuzione degli stessi può assumere le differenti forme. A seguire un elenco di queste forme. Un elenco che non pretende di essere esaustivo, ma che può aiutare un’azienda a capire su quali canali può agire e quali di questi può governare. Ogni business, soprattutto nel settore B2B, è infatti differente da un altro. Questo elenco è da intendere quindi come una linea guida. Oltre al classico elenco offline e online, che si trova in tanti altri blog, noi di Vehnta vorremmo porre l’accento sul valore dell’esperienza: ma partiamo con gli elenchi tradizionali.

 

Comunicare il Brand B2B online

A seguire tutti gli strumenti su cui è possibile declinare, in base al canale e al messaggio, i valori del Brand:

  • Sito Web
  • Blog
  • Company News
  • Social Media
  • Immagini
  • Infografiche
  • Video
  • ADV Search
  • ADV Display
  • ADV Video

 

Comunicare il Brand B2B offline

Anche offline è possibile comunicare il brand in differenti canali, soprattutto grazie a materiale d’uso, abbigliamento o materiale comunicativo capace di arredare. A seguire qualcuno di questi:

  • Fiere
  • Corsi di Formazione
  • Meeting
  • Abbigliamento
  • Merchandising
  • Uffici
  • Aree Produttive
  • Materiale di Imballaggio

 

Il Brand B2B come esperienza

Come precedentemente accennato, oltre ai classici elenchi online e offline, che non potranno mai essere esaustivi data la differenza dei business presenti nel B2B, vorremmo porre l’attenzione sul valore dell’esperienza. Intesa proprio come esperienza umana di relazione.

Pranzi o cene di lavoro. Meeting in sale riunioni. Certo. Ma non solo questo. La differenza sta nei dettagli di tutto questo. I tempi di attesa, i posti scelti, la comunicazione non verbale, oppure la conversazione delle cosiddette small talk possono fare la differenza.

 

Far comunicare un Brand: in conclusione

Come Vehnta quindi, oltre a consigliare di riflettere sul vostro Brand, sui valori e sul vantaggio competitivo che ne scaturisce e poi sulla definizione dei messaggi, suggeriamo ai nostri clienti di lavorare sui due elenchi precedenti e, una volta terminato, di prendersi un momento per pensare a come i propri potenziali clienti vivono l’esperienza. Con loro, di loro e del loro Brand.

 

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